giovedì 25 maggio 2017

Bestiario ASN 2.0


Sebbene le fantasie anvuriane su ASN 2.0 ambissero a minimizzare sfacciatamente gli interventi dei mortali benché patentati commissari, questi poveri esseri umani, sorteggiati al martirio o latitanti, si stanno ribellando all’impero anvuriano. Saranno questi prodi commissari coraggiosi o gli illustri assenti ad esser ricordati come i paladini della Scienza ? Saranno questi impavidi commissari sorteggiati i prodi cavalieri che con la loro battaglia diedero origine al declino dell’automazione imperiale anvuriana in Italia ? Questo, oggi, non possiamo ancora affermarlo ma certamente, alcuni valenti condottieri, inorgogliti dal loro tanto agognato accreditamento da luminari, anche conquistato mediante un duro addestramento disciplinare unitamente a sottili alchimie bibliometriche, finalmente arbitri assoluti, si sono calati nella loro umanità più smagliante, e nonostante le ambizioni ad una perfetta automazione, oggi, assistiamo invece ad un mediocre spettacolo di ancestrale humanitas, come si può dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio!

Infatti, non è forse compito dei superiori ministeriali anvuriani rispettare le sentenze che applicano la Legge ? In particolare, la sentenza n. 2907/2016 del T.A.R del Lazio, che aveva ordinato ad una commissione in composizione del tutto differente da quella designata dal marchingegno ASN 1.0 di procedere ad una rinnovata valutazione di un candidato sulla base del “difetto di motivazione” ? Però i superiori anvuriani hanno lasciato che i loro patentati commissari falcidiassero nuovamente molti validissimi candidati senza quasi nessuna ragionevole motivazione! o meglio: il supremo direttivo anvuriano - che ha il compito esplicito di determinare criteri e metodi di valutazione - ha di fatto lasciato libero arbitrio al triumvirato della valorosa cinquina estratta alla ruota della fortuna concorsuale anvuriana. Infatti, a tale triumvirato si deve riconoscere interamente la gravosa impresa e la smisurata autorità dell'umano giudizio vanificando il sogno anvuriano di una vera automazione: una smaccante risposta al precedente arrogante vaticinio "ASN 2.0: perfetta automazione ?"

Secondo le esatte parole dei giudici però “è necessario che ciascuno dei candidati possa avere sicura contezza dell’avvenuta valutazione delle sue opere e della ragione per cui esse non sono state ritenute degne di giudizio positivo. Occorre, quindi, che le commissioni espongano in modo chiaro, completo e sintetico le ragioni di idoneità o non idoneità all’abilitazione, fondate sull’analitica valutazione degli elementi di giudizio; la legittimità del giudizio negativo deve fondarsi su una valutazione particolarmente attenta e rigorosa nella valutazione (qualitativa) afferente all’apporto individuale nei lavori in collaborazione, alla qualità della produzione scientifica alla collocazione editoriale presso editori o riviste di rilievo internazionale o nazionale."

Armonizzando queste parole che suonano, forse, troppo legislative, echeggia il commento all'operato di un acusmatico triumvirato; in altre parole, lo stesso concetto è chiaramente espresso nella lettera di protesta che sconcertati (ordinari ed emeriti) matematici hanno scritto come espressione di civile lamentazione: “I giudizi scientifici, espressi spesso sulla base di arbitrarie preferenze individuali, appaiono senza motivazioni; anzi, talvolta essi sono oggettivamente contrari a tendenze scientifiche ben riconosciute internazionalmente.” Tale lettera aperta, che pure risulta commentata nell'articolo di G. Beccaria su Tuttoscienze de La Stampa del 17 Maggio, è stata però messa al bando dall'Unione Matematica Italiana che ha deciso, per ora, di non (sic!) pubblicarla.

Commissioni maggiormente avvezze all’arte valutativa, arte anvuriana per elezione, hanno ratificato a monte che il profilo scientifico di alcuni candidati in un settore concorsuale non era coerente con il settore disciplinare dove soddisfacevano i requisiti e li hanno invece collocati su quel settore dove puntualmente questi non li soddisfano. In questo modo, tali perspicaci triumvirati hanno ovviato all’inconveniente di dover scrivere giudizi, che siano motivati o meno, poco importa. Purtroppo, alcuni settori concorsuali comprendono settori disciplinari parametricamente simili e quindi questo trucco non sempre funziona: per risolvere il problema del “difetto di motivazione” in modo definitivo resta solo il segreto sogno anvuriano della completa automazione.

In conclusione, proprio come nel bestiario di J. Cortázar, questo nuovo bestiario ASN 2.0 popolato da fantasmi - neopatentati commissari - che si materializzano per poi nuovamente svanire nell’indefinito, non sembra proprio esser cambiato rispetto al passato. D’altra parte: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”.