sabato 19 novembre 2011

Mari e Monti

A quasi un anno di assenza da questo blog riprendo ora una boccata d'aria dopo una vera apnea di no comments. In quest'ultimo anno ci siamo ritrovati a navigare in un mare di idiozie e volgarità, una miscela esplosiva per la nostra salute mentale e dunque, per non ritrovarmi a dover fare uso di farmaci antidepressivi e/o tranquillanti, ho deciso di abbandonare al loro corso le tortuose non meno che viziose vicende del precedente governo.

Per quanto sia per me ancora quasi impossibile pensarlo abbiamo un altro governo. Quanto si discosterà dai precedenti lo vedremo nei fatti. Dal mare magnum della bassezza ci ritroviamo ora sollevati, risalendo la china, su su per il premio della montagna, tra le vette della presunta tecnocrazia. Che la politica, in senso moderno, sia obsoleta già lo pensavo in epoca non sospetta ma adesso posso godermi anche il tramonto dell'alta finanza. Resteremo, dopo i monti, solo con le paludi della burocrazia, sorella della tecnocrazia.

Per altro, l'epoca moderna, era già stata trasfigurata in quella post-moderna e, a parte dover studiare cose inutili per sempre in alcuni libri di storia, non ci resterà altro che il presente che stiamo vivendo. Ogni giorno sembra far comunque sempre parte della nostra intermedia, non alta ne bassa, politica, in senso antico, greco. La solidarietà, l'equità ovvero la politica che sorge spontanea da tutte le qualità delle nostre relazioni umane con altri esseri umani che vivono ora qui, vicino a noi, in una polis. Tutto questo, che resiste anche a usi e abusi quotidiani della politica post-moderna, per ricordarci che pur sempre esiste una utopia, che dal greco continua a insegnare a vivere, anche oggi.

Le vicende di questa futura accademia di tecnocrati dai quali ormai siamo anche governati, le possiamo anche criticare, condividere o meno, ma saranno comunque uno sfondo alla nostra sempre nuova etica, come la grecia antica ha come sfondo quella moderna. Per ora, in una soluzione di continuità risuona forte e chiaro un tuono tra i monti:

"Nell'università, varati i decreti attuativi della legge di riforma approvata lo scorso anno, è ora necessario dare rapida e rigorosa attuazione ai meccanismi d'incentivazione basati sulla valutazione, previsti dalla riforma”

venerdì 31 dicembre 2010

La riforma è iniziata

Dopo avventurosa approvazione di Camera e Senato anche Il Presidente della Repubblica ha firmato: finalmente la Riforma è iniziata. Entro i prossimi sei mesi, le Università dovranno avviare il processo di riorganizzazione interna. Per sapere se sarà una buona o cattiva Riforma bisogna aspettare un anno, almeno. Sapremo allora se saranno stati messi in pratica i buoni propositi o se si saranno vanificati nelle nebbie della politica italiana e non ultima quella universitaria. Come afferma giustamente il Presidente della Repubblica:

"L'attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali; quel che sta per avviarsi è dunque un processo di riforma, nel corso del quale saranno concretamente definiti gli indirizzi indicati nel testo legislativo e potranno essere anche affrontate talune criticità"

A questo punto possiamo cogliere le opportunità che ci presenta questo disegno di legge oppure continuarea a pensare che in Italia tutto cambia e nulla cambia ...

venerdì 17 dicembre 2010

Protesta senza parole

Il problema non è la Riforma Gelmini: la protesta non si limita a questo. Gli studenti e le persone che si stanno mettendo in gioco in queste manifestazioni di rabbia, esprimono un forte dissenso e una totale sfiducia nei confronti di un intero sistema politico rappresentativo-amministrativo. Non hanno più speranza di esser rappresentati o di trovare un dialogo che senta le loro ragioni così come un semplice interlocutore nelle nostre istituzioni.

Queste persone hanno perso oppure hanno paura di non poter mai più ottenere la dignità di esseri umani: quella necessaria condizione sociale mediante la quale si può condurre una vita serena e degna, non hanno più nessuna ragionevole prospettiva di giungere a una qualsivoglia armonia e quindi si esprimono a gesti e senza parole.

Questa protesta è la controparte di una politica senza parole che deve esser spazzata via perchè ci si possa nuovamente esprimere e parlare.

mercoledì 15 dicembre 2010

Stop & Go per la Riforma

Sul filo del rasoio la passa liscia la Riforma che sarà in aula al Senato a partire da lunedì 20 con voto finale mercoledì 22 mattina. Il Fli ha dichiarato che voterà a favore e sono ripresi i lavori della commissione istruzione che dovrebbe chiudere questo venerdì la votazione degli emendamenti.

venerdì 3 dicembre 2010

Testo comparativo della Riforma

A questo punto bisogna vedere se cade prima il Governo ... ma il Disegno di Legge che andrà in Senato si trova qui

Per uno strano destino le sorti dell'Università italiana sono intrecciate con quelle della Politica italiana!


martedì 30 novembre 2010

Riforma approvata

Finalmente si volta pagina! Anche se non sarà al miglior riforma possibile almeno speriamo che possa essere "una riforma da difendere" come scrive oggi Francesco Giavazzi (Una Riforma che va difesa editoriale del Corriere della Sera di oggi 30 Novembre 2010). Questo significa che nel passaggio al Senato bisogna scongiurare la spada di Damocle degli emendamenti, in particolare quelli che introducono subdole clausole ope legis (sic!).

Poi la partita si gioca con un qualunque governo che sia in grado di governare e non sembra possa esser di destra né di sinistra. Infine, con il FFO che vacilla e non può non crescere (almeno per alcune Università virtuose) i nostri politici dovranno esser coraggiosi ben più coraggiosi di quanto son stati fino ad oggi!

sabato 16 ottobre 2010

Riforma a basso costo non a costo zero

Se la Riforma si vuol fare non sarà a costo zero! Forse si potrebbe tentare di minimizzare il suo costo ma non si pensi di azzerarlo. Dubito che sarà un decreto milleproroghe a risolvere la situazione. La prima questione da risolvere mi sembra quella del FFO ovvero la sopravvivenza delle strutture e delle persone che lavorano nei nostri atenei. Il governo non ha ancora provveduto (nei fatti) a disporre un FFO coerente con quanto prospettato e mi sembra poco ragionevole che riesca anche a fare una Riforma: seppur a basso costo non sarà a costo zero!