giovedì 2 novembre 2017

Automazione/Rivoluzione


Ho scritto un articolo che avrei voluto/dovuto intitolare Automazione/Rivoluzione per la rivista online Doppiozero, una riflessione che riporta alcune parti del mio Pamphlet centrate intorno ai temi del libro di Cathy O'Neil dal titolo Weapons of Math Destruction, libro che è da poco uscito anche in italiano con il titolo Armi di Distruzione Matematica in traduzione per Bompiani.

Rileggendo l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam appare del tutto stringente, oggi, la similitudine con quel classico rapporto tra autorità e libertà, ben espresso nella storia moderna con l'inquisizione del 1500-1700. Quell'idea della perfezione di Dio, da oggi, invece, si esprime con l'ideale di perfezione dell'Automa. La nuova forma, postmoderna, di questo rapporto Autorità/Libertà ovvero Dio/Uomo, si ritrova proprio nel rapporto tra automazione e scienza, umanesimo in senso lato, sostituendo Dio con la Macchina. Ecco che l'appello ad essere folli come nessuna macchina potrà mai essere risulta anche un appello ad essere ancora umani e quindi il rapporto Automazione/Rivoluzione mi sembra una buona sintesi per indicare, oggi, nell'epoca dell'intelligenza artificiale, questa lunga strada verso la Follia.


giovedì 12 ottobre 2017

Pamphlet


Seguendo un filo conduttore che riunisce le sorti degli "intellettuali" in una prospettiva storica coerente ho scritto un manifesto del libero pensiero, titolo: Università! Quale libertà? Nelle nostre Università non c'è più posto per i liberi pensatori? L'uomo "intellettuale" è una razza da eliminare o in via di estinzione? Oggi, l'opposizione critica degli "intellettuali" alla settorialità tecnocratica li vede martiri all'interno delle Università di un mondo che ha eletto l'automa a ideale di perfezione.

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martedì 3 ottobre 2017

L'utilità dell'inutile questione fondazionale


La morte di Vladimir Voevodsky a soli 51 anni segna un passo, una dolorosa drammatica perdita, non solo per la scienza. Non solo perdiamo un eminente scienziato, ma come sempre accade per una mente libera, per un vero intellettuale, che sia artista o scienziato, perdiamo uno sguardo sul mondo che ci ha stupito, facendoci vedere l'invisibile. Uno sguardo che ci rivitalizza, rendendoci vivi in quanto esseri vedenti, perdiamo un visionario.

Perdiamo un matematico veramente straordinario, che ha saputo oltrepassare l'immaginazione di molti, ripartendo da semplici concetti elementari per sviluppare nuove eleganti teorie astratte, che ha però anche saputo mostrare essere essenziali per comprendere e risolvere problemi concreti. Come afferma Robbert Dijkgraaf, attuale direttore dell'Istitute of Advanced Studies di Princeton, USA, dove Voevodsky ha trascorso gran parte della sua vita di ricercatore in totale libertà: "Il progresso della nostra età moderna e del mondo di domani dipende non solo dall'esperienza tecnica, ma anche dalla curiosità libera e dai benefici - e dai piaceri - di viaggiare a monte, contro le attuali considerazioni pratiche". Come inoltre si legge nella presentazione del libro The Usefulness of Useless Knowledge di Abraham Flexner e Robbert Dijkgraaf, "la ricerca di risposte a domande profonde, motivata esclusivamente da curiosità e senza preoccupazione per le applicazioni, spesso porta non solo alle più grandi scoperte scientifiche ma anche alle più innovative rivoluzioni tecnologiche. Insomma, nessuna meccanica quantistica, nessun chip di computer."

Proprio Voevodsky rappresenta un esempio emblematico di questa curiosità rivoluzionaria. Infatti, dopo aver mostrato come la teoria dell'omotopia algebrica sia un fertile ingrediente nella comprensione di quella teoria dei motivi presagita da Grothendieck, Voevodsky, nell'ultima parte della sua vita, si dedica ad una teoria che permette di fondare l'intera matematica sul concetto di omotopia, la Fondazione Univalente. Nelle opinioni di molti, anche eminenti matematici, si è radicata la convinzione che la vera scienza, la vera matematica, sia quella che guarda alle applicazioni o che permette di risolvere problemi insoluti da tempo: è vero proprio il contrario!

Non vi sono problemi difficili che non siano diventati semplici una volta che ci sia il modo giusto di porli, una volta che si sia trovato il linguaggio naturale in cui parlarne ed esporli. La storia della scienza ci insegna questo da Darwin ad Einstein, da Leibniz a Galois. Certamente, l'esercizio della destrezza e della furbizia nel risolvere problemi è l'addestramento dell'intelligenza ma non esaurisce affatto le nostre migliori capacità intellettive. L'assioma di univalenza di Voevodsky, nell'ambito appunto della fondazione univalente, esprime il concetto che "l'identità è equivalente all'equivalenza". Questo semplice assioma è un capolavoro d'intelligenza. Il fatto stesso che non fosse ancora stato espresso e compreso in un linguaggio formalizzato ha dell'incredibile. Rappresenta una scoperta di un percorso a ritroso, che scava in profondità e fa nuovamente emergere la semplicità nascosta dell'originalità, di ciò che è originale. Con questa scoperta, Voevodsky ci ha nuovamente mostrato il successo della matematica quale metodo d'indagine filosofico, rivelando un nuovo linguaggio nel quale esprimere e districare mondi futuri.

mercoledì 27 settembre 2017

Autonomia

Con il recente scandalo sui concorsi truccati si è riaperto il dibattito sullo stato di salute delle Università. Che si potessero truccare i concorsi con il nuovo e costoso sistema poliziesco di reclutamento dei ricercatori e professori universitari vi sembrerà impossibile. Ma, com'è universalmente noto, fatta la legge, trovato l’inganno.

Anche seguendo tutti i crismi bibliometrici della valutazione semiautomatica, come abbiamo recentemente denunciato pubblicamente con la Lettera di Protesta sull'ASN, non si ottengono risultati migliori! Se non si ritiene accettabile che sia una intelligenza artificiale a decretare quali sono i nostri più validi professori e ricercatori, mediante una valutazione totalmente governata da algoritmi e quindi incorruttibile, bisogna rassegnarsi a mettere nelle mani di "onesti intellettuali" le nostre Università. Questo è quanto si dovrebbe fare in un paese civile. E non era affatto imprevedibile che la questione culturale fosse il vero problema. Non vi è altra strada se non quella di rendere civile questo paese, coltivando etica e cultura, senso civico e rispetto degli altri oltre le Leggi.

 Come giustamente afferma Andrea Ichino nell'articolo Legare i fondi alla reputazione per il Corsera:
"fanno bene i magistrati a perseguire i corrotti, ma non possono essere loro a risolvere il problema" e "aumentare il numero di giudici per controllare meglio i professori sarebbe evidentemente un cattivo uso di risorse scarse. Nei sistemi universitari che funzionano bene, i Dipartimenti sono liberi di assumere o promuovere i professori selezionandoli nel modo che preferiscono; e i giudici non hanno motivo di ingerirsi in queste decisioni."

Sono infatti del tutto convinto che solamente accordando maggiore autonomia alle Università, e quindi ai singoli Dipartimenti, accrescendo la loro responsabilità civile, la loro reputazione e libertà, si possa, forse, selezionarle e distinguerle. Una scelta d'indirizzo del tutto opposta a quella seguita dalla politica universitaria adottata fino ad oggi. Il centralismo regnante non garantisce affatto la buona reputazione dell'Università pubblica; anzi, potrebbe infine risultare una strategia per screditarla!

martedì 18 luglio 2017

TAR vs UMI: Lettera aperta al Direttore Responsabile del Notiziario dell’UMI


Caro Direttore Responsabile del Notiziario dell’UMI

come anche evidenziato nell'articolo Bestiario ASN 2.0 il TAR aveva già esplicitamente menzionato il concetto di "difetto di motivazione". Ti vorrei ora informare che tale concetto è stato nuovamente ribadito in una recente sentenza che ha accolto il ricorso di alcuni candidati geometri e analisti ASN 2.0 e che recita come segue:

"Ritenuto che tali affermazioni, anche per la loro contraddittorietà, oltre che per la loro evidente genericità, non consentano al candidato di avere sicura contezza dell’avvenuta valutazione delle sue opere e della ragione per cui esse non sono state ritenute degne di giudizio positivo, per il che occorre che le Commissioni espongano in modo chiaro, completo e sintetico le ragioni di idoneità o non idoneità all’abilitazione, fondate sulla analitica valutazione degli elementi di giudizio (fra i tanti precedenti della sezione, cfr. sentenza n. 11500\2014). Ritenuto pertanto che il negativo giudizio impugnato debba essere annullato, e che il ricorrente debba essere sottoposto dal MIUR a nuova valutazione nel termine di giorni trenta dalla notificazione o comunicazione della presente sentenza da parte di Commissione in composizione del tutto diversa da quella che ha operato (...)"

In attesa dell'esito della rivalutazione possiamo certamente sottolineare un primo evidente fatto: tale sentenza si colloca a favore dei firmatari della lettera di protesta ovvero a conferma che la lettera si colloca nel giusto anche secondo le leggi dello Stato. Secondo quanto da te comunicato il parere in merito alla non pubblicazione della lettera di protesta "condiviso appieno dagli organi direttivi dell'UMI e sposato dall'Assemblea dei soci" era che l'UMI non poteva, in alcun caso, permettersi di correre un rischio di essere citata in azioni legali. Per questo motivo, e nessun altro, la lettera di protesta non sarebbe stata pubblicata sul Notiziario UMI. In ogni caso - come tu hai ricordato - la politica editoriale delle lettere all’UMI ha sempre previsto "assenza di toni e considerazioni che possano anche solo lontanamente risultare lesive nei confronti di persone e/o leggi dello Stato".

Sembra del tutto evidente che la recente sentenza del TAR rimuova interamente qualunque ipotesi che l'UMI possa essere coinvolta in azioni legali visto che proprio il diritto a una motivata valutazione a cui ci appelliamo risulta ristabilito in una sentenza del TAR. Suppongo che, di conseguenza, gli organi direttivi dell'UMI e l'Assemblea dei soci siano ora favorevoli alla pubblicazione della nostra lettera di protesta.

Cordialmente, L. Barbieri Viale

giovedì 25 maggio 2017

Bestiario ASN 2.0


Sebbene le fantasie anvuriane su ASN 2.0 ambissero a minimizzare sfacciatamente gli interventi dei mortali benché patentati commissari, questi poveri esseri umani, sorteggiati al martirio o latitanti, si stanno ribellando all’impero anvuriano. Saranno questi prodi commissari coraggiosi o gli illustri assenti ad esser ricordati come i paladini della Scienza ? Saranno questi impavidi commissari sorteggiati i prodi cavalieri che con la loro battaglia diedero origine al declino dell’automazione imperiale anvuriana in Italia ? Questo, oggi, non possiamo ancora affermarlo ma certamente, alcuni valenti condottieri, inorgogliti dal loro tanto agognato accreditamento da luminari, anche conquistato mediante un duro addestramento disciplinare unitamente a sottili alchimie bibliometriche, finalmente arbitri assoluti, si sono calati nella loro umanità più smagliante, e nonostante le ambizioni ad una perfetta automazione, oggi, assistiamo invece ad un mediocre spettacolo di ancestrale humanitas, come si può dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio!

Infatti, non è forse compito dei superiori ministeriali anvuriani rispettare le sentenze che applicano la Legge ? In particolare, la sentenza n. 2907/2016 del T.A.R del Lazio, che aveva ordinato ad una commissione in composizione del tutto differente da quella designata dal marchingegno ASN 1.0 di procedere ad una rinnovata valutazione di un candidato sulla base del “difetto di motivazione” ? Però i superiori anvuriani hanno lasciato che i loro patentati commissari falcidiassero nuovamente molti validissimi candidati senza quasi nessuna ragionevole motivazione! o meglio: il supremo direttivo anvuriano - che ha il compito esplicito di determinare criteri e metodi di valutazione - ha di fatto lasciato libero arbitrio al triumvirato della valorosa cinquina estratta alla ruota della fortuna concorsuale anvuriana. Infatti, a tale triumvirato si deve riconoscere interamente la gravosa impresa e la smisurata autorità dell'umano giudizio vanificando il sogno anvuriano di una vera automazione: una smaccante risposta al precedente arrogante vaticinio "ASN 2.0: perfetta automazione ?"

Secondo le esatte parole dei giudici però “è necessario che ciascuno dei candidati possa avere sicura contezza dell’avvenuta valutazione delle sue opere e della ragione per cui esse non sono state ritenute degne di giudizio positivo. Occorre, quindi, che le commissioni espongano in modo chiaro, completo e sintetico le ragioni di idoneità o non idoneità all’abilitazione, fondate sull’analitica valutazione degli elementi di giudizio; la legittimità del giudizio negativo deve fondarsi su una valutazione particolarmente attenta e rigorosa nella valutazione (qualitativa) afferente all’apporto individuale nei lavori in collaborazione, alla qualità della produzione scientifica alla collocazione editoriale presso editori o riviste di rilievo internazionale o nazionale."

Armonizzando queste parole che suonano, forse, troppo legislative, echeggia il commento all'operato di un acusmatico triumvirato; in altre parole, lo stesso concetto è chiaramente espresso nella lettera di protesta che sconcertati (ordinari ed emeriti) matematici hanno scritto come espressione di civile lamentazione: “I giudizi scientifici, espressi spesso sulla base di arbitrarie preferenze individuali, appaiono senza motivazioni; anzi, talvolta essi sono oggettivamente contrari a tendenze scientifiche ben riconosciute internazionalmente.” Tale lettera aperta, che pure risulta commentata nell'articolo di G. Beccaria su Tuttoscienze de La Stampa del 17 Maggio, è stata però messa al bando dall'Unione Matematica Italiana che ha deciso, per ora, di non (sic!) pubblicarla.

Commissioni maggiormente avvezze all’arte valutativa, arte anvuriana per elezione, hanno ratificato a monte che il profilo scientifico di alcuni candidati in un settore concorsuale non era coerente con il settore disciplinare dove soddisfacevano i requisiti e li hanno invece collocati su quel settore dove puntualmente questi non li soddisfano. In questo modo, tali perspicaci triumvirati hanno ovviato all’inconveniente di dover scrivere giudizi, che siano motivati o meno, poco importa. Purtroppo, alcuni settori concorsuali comprendono settori disciplinari parametricamente simili e quindi questo trucco non sempre funziona: per risolvere il problema del “difetto di motivazione” in modo definitivo resta solo il segreto sogno anvuriano della completa automazione.

In conclusione, proprio come nel bestiario di J. Cortázar, questo nuovo bestiario ASN 2.0 popolato da fantasmi - neopatentati commissari - che si materializzano per poi nuovamente svanire nell’indefinito, non sembra proprio esser cambiato rispetto al passato. D’altra parte: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”.

lunedì 22 maggio 2017

(Dis)Unione Matematica Italiana


Il Presidente dell’UMI ha comunicato alla Commissione Scientifica UMI nella riunione del 19 Maggio la decisione presa dall’Ufficio di Presidenza e dalla Direzione del Notiziario di non accordare, per ora, la pubblicazione della lettera di protesta sul tema della ASN: una versione emendata potrebbe essere riconsiderata in seguito dall'UMI ...

Intanto la lista dei firmatari si allunga e la lettera si vede ora sottoscritta anche da

Lucia Caporaso
Alberto De Sole
Barbara Fantechi
Angelo Lopez
Michael McQuillan
Francesco Pappalardi
Carlo Petronio
Paolo Piazza
Marco Rigoli